Mutuo prima casa al 100% con tasso agevolato: una illusione per giovani e lavoratori precari
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La ricerca del "mutuo prima casa" si scontra oggi con tassi per niente agevolati, mai al reale 100% e con tassi variabili capaci anche di raddoppiare da un mese all'altro.
E' interessante una inchiesta di Repubblica.it, di qualche giorno fa: per un giovane precario è praticamente impossibile contrarre un finanziamento immobiliare senza la firma a garanzia di un garante (realisticametne la mamma o il papà).
Un giovane giornalista, è andato alla ricerca di un mutuo bancario, presso alcune delle più importanti banche che pubblicizzano l'erogazione di mutui al 100% promettendo agevolazioni per i giovani. Riportiamo il video dell'inchiesta:
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=12918
Il mutuo agevolato è un illusione (tasso variabile ovviamente, il vero mutuo a tasso fisso non esiste più). Un giovane che guadagna 1.500 Euro al mese, con contratto a tempo determinato, NON può contrarre alcun debito senza alle spalle una garanzia ed in ogni caso non può contare su un massimale calcolato su più di un terzo dello stipendio. L'esempio di calcolo riportato dall'inchiesta, corrisponde ad un finanziamento massimo di 84.000 Euro (per l'acquisto di chissà quale prima casa), da restituire in 40 anni; alla fine dei 40 anni, il giovane avrà restituito alla banca 240.000 Euro. Niente male come tasso agevolato.
Il mutuo al 100% pubblicizzato nella stragrande maggioranza dei casi, è in realtà un mutuo che copre per un massimo dell'80%. Il restante 20% viene erogato solo a seguito della stipula di una polizza assicurativa, ovviamente a carico del contraente.
Quindi, oltre agli interessi sul mutuo, devono essere conteggiati anche i costi della polizza. Ma negli spot pubblicitari di tutto questo non si fa menzione. Nel 2003 nasce addirittura PattiChiari, un consorzio promosso dall'Associazione Bancaria Italiana, con 167 banche aderenti. Nella presentazione riportata sul sito ufficiale http://www.pattichiari.it/, si legge:
"La filosofia del progetto è infatti quella di costruire una nuova relazione tra le banche e i cittadini, le famiglie e le imprese, basata su una maggiore fiducia e un dialogo chiaro, comprensibile e trasparente."
Allora, ci si chiede, ma la legislatura in termini di pubblicità ingannevole dov'è? Dov'è la tutela del consumatore? Non sarebbe corretto obbligare banche (e assicurazioni implicate) ad esprimere le reali condizioni di erogazione di un mutuo, e non solo quelle applicabili in teoria? Dal momento che ben pochi giovani precari godono di stipendi che superino i 1.500/2.000 euro al mese ed ancora meno hanno alle spalle famiglie in grado di sostenere il ruolo di garanti.
31 Jan 2008 19:06 svago | 03 Oct 2007 00:05 televisione |
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