Hai la Partita Iva? Fatturi fino a 30.000 Euro l'Anno ? Allora il pranzo è servito!!!

Hai la Partita Iva  Fatturi fino a 30 000 Euro l Anno   Allora il pranzo è servito
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Bene bene….

Ecco in arrivo un nuovo regime per tutti i titolari di Partita Iva  con un fatturato fino a 30 mila Euro annui (tralascio gli altri requisiti necessari).

Come ha confermato il Presidente del Consiglio l’obiettivo del governo è avvantaggiare tutti i contribuenti con fatturati limitati. E prestate attenzione al fatto che questo regime è “naturale” ossia se non rinunciate ci finite dentro volenti o nolenti.

Bene vediamo dove sta il vantaggio….

In generale per un contribuente con P. Iva la “tassazione” è rappresentata dalle seguenti voci:

-         Iva: differenza fra l’iva esposta nelle fatture di vendita e quella corrisposta ai fornitori ed indicata nelle fatture di acquisto;

-         Irap: esonero per i primi 9.000 euro ed applicazione per l’eccedenza del 3,9%;

-         Irpef: dall’utile fiscale si deducono gli oneri (per esempio i contributi previdenziali), si calcola l’imposta lorda da cui si detraggono gli oneri (per esempio spese mediche, mutui, familiari a carico etc etc etc ) e si ottiene l’imposta netta;

-         Contributi Previdenziali: a seconda della tipologia di attività avremo regole diverse.

Cosa succede con il magico regime del 20%?

Vediamo quanto si risparmia:

-         Iva: nelle fatture di vendita non deve essere più applicata, ma quando andate in Cancelleria a comprarvi un timbro al negoziante non è che gli dite “sa, io utilizzo il nuovo regime etc etc etc per cui l’Iva non la detraggo, può non farmela pagare?”. Quindi l’Iva sugli acquisti che prima detraevate integralmente adesso viene assommata all’imponibile finendo nei costi. Certo finendo nei costi riduce l’utile per cui non ci pagherete sopra le imposte e la previdenza, ma quando era Iva la riportavate a casa tutta;

-         Contributi Previdenziali: tanto pagavo e tanto pago….

-         Irap ed Irpef: pago un 20% sostitutivo, attenti!!!!! Sostitutivo vuol dire che tutti gli oneri deducibili e detraibili vanno persi completamente. E’ vero che l’Irpef parte dal 23% e l’Irap è il 3,9% (oltre i 9.000 di imponibile) ma gli oneri incidono tantissimo, soprattutto perché fra gli oneri rientrano anche i contributi previdenziali.

Un piccolo esempio numerico:

Libero professionista settore web marketing:

Fatturato annuo 20.000 Euro oltre Iva

Costi: Euro 5.000 oltre Iva

Interessi passivi mutuo prima casa Euro 5.000

Spese mediche Euro 1.000

Regime normale:

Inps (L. 335) = 3.525 euro

Irap = 234 euro

Irpef = 1.787

Totale generale Euro 5.546

 

Nuovo regime:

Inps (L. 335)= 3.525 euro

“perdita” per iva = 570 euro

Imposta sostitutiva = 3.000

Totale generale = 7.095

 

Con un BEL AGGRAVIO di 1.500 euro l’anno!!!!!

 

Sapete qual'è l’unico vantaggio? Non compilate gli Studi di settore….

E quindi secondo voi a chi interesserà?....

 Mah!!!!!!! 

Il pranzo è servito….

 

 
CERVIACERVIA   25 Dec 2007 12:29    Letture (1983) - Commenti (18)
Commenti

Del resto si sa: sotto l'albero si trovano sempre delle sorprese ben "impacchettate". Qui ne abbiamo una con tanto di fiocco di raso.

Meno male che leggo solo ora... almeno la già faticosa digestione del pranzo natalizio non ha subito altri "aggravi".

Il problema vero è che gli italiani viaggiano poco. Siamo un popolo che non ha, per cultura, l'apertura al confronto. Tanta simpatia ed approccio di inconsapevole relativismo, ma incapace di trasformarsi nella capacità di valutare le cose con dati alla mano. Ed ecco quindi che ci troviamo divisi più o meno in due schieramenti: coloro che in ogni modo tentano le frodi (fiscali e non) e coloro che ritengono (giustamente) che le tasse debbano essere PAGATE.

Il che non è una gran novità, ne tantomeno una intenzione pregevole. Semplicemente un dovere di ogni cittadino all'interno della propria comunità.

Quello che non sappiamo davvero chiederci è QUANTO paghiamo e PERCHE. Io sono certo un economista e di certo sbaglierò nelle mie considerazioni, ma...

Basta un week-end oltre confine per rendersi conto immediatamente che pagare le tasse ha effettivamente un senso "sociale", poiché è palese che almeno la maggior parte (mica sono tutti santi) dei soldi che vengono versati finisce in un calderone comune che accresce la qualità delle infrastrutture.

Basta una chiacchierata con un amico oltre confine, per rendersi conto che le cosidette agevolazioni non sono un inutile inghippo concettuale (come Cervia ci dimostra), ma sono reali e consentono effettivamente di "sopravvivere" decorosamente in rapporto ai costi della famosa globalizzazzione (e va detto che NON siamo il paese con i costi più alti, ne per il mercato immobiliare, ne per la spesa all'ipermercato di turno).

Basta considerare che in Francia lo stipendio medio, ad esempio, di un agente di polizia è di 2.400 Euro al mese, mentre da noi di 1.200. Stiamo parlando del DOPPIO, di una palese differenza, non di qualche punto percentuale.

Basta considerare che in Irlanda, i privati cittadini non pagano tasse fino a 30.000 Euro / anno (per una famiglia che vive in una moderna città, siamo ai limiti di una civile sopravvivenza). Stiamo parlando di quello che serve ad una famiglia per cresere i propri figli, non dell'ostinato ottimismo verso una inesistente economia in crescita.

Basta ricordare che le agevolazioni a qualche tipo di imprenditoria (giovanile, femminile...) non ha alcun senso, se oltretutto parliamo di uno 0,0000000 qualcosa all'anno, mentre ha senso dire che ogni nuova società che ha il coraggio di nascere, NON paga tasse per il primo anno di attività. Stiamo perlando di incentivi veri, diretti, verso coloro che si spingono in prima linea, non del PIL verso il quale una impresa nascente può poco.

Ed ecco quindi che non sono semplicemente meglio vivere in altri paesi. Non è che chi afferma questo lo fa perché non vuole pagare le tasse. Semplicemente chi lo afferma, potrebbe essere un onesto cittadino "europeo" che desidera vivere del proprio lavoro, onestamente, senza alcuna intenzione di inventarsi alcun modo per evadere pensando piuttosto a produrre quello che è l'oggetto del proprio lavoro, ma in un contesto sociale e politico in cui ciò sia permesso.

All'interno di una società che rispetta se stessa e con una classe dirigente (specchio della società stessa) che mantiene quel minimo di equilibrio tra esigenze di casta e necessità civiche atte a "mantenere" l'economia di un Paese.

A me sembra che un "viaggetto" all'estero, di tanto in tanto, potrebbe aiutare a comprendere questo semplice paradigma.

Auguri ancora a tutti noi. 



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